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Hines: «Tre miliardi su Milano, il futuro è degli affitti a prezzi bassi»

18 GIUGNO 2019

Ambizioni alte. «Hines sarà la locomotiva del futuro sviluppo immobiliare di Milano», dice Abbadessa. Che ha 3 miliardi da investire sul capoluogo lombardo entro il 2023, oltre ai due già usciti dal gruppo «di cui 1,8 a Milano» (il resto a Firenze) dal 2015, quando lui è diventato responsabile di tutte le attività del gruppo in Italia. «Saranno per metà soldi liquidi, per metà a leva», dice, cioè a prestito dalle banche. «Lavoriamo con i fondi sovrani orientali, come quello di Hong Kong, ed europei, più che arabi». Giovedì scorso Abbadessa ha chiuso l’acquisto degli spazi Dolce & Gabbana in via della Spiga 26, valore 250 milioni, progetto «con otto nove negozi» con il fondo pensione olandese Pggm (206 miliardi di beni gestiti). Ha appena presentato il rilancio di piazza Cordusio con Generali e Fosun, con il palazzo dove andrà Uniqlo. Ma più che sul retail è sul residenziale che Hines si sta concentrando per uno «sviluppo organico» della città.

Ma la novità di questo gruppo americano, che da quando costruì i grattacieli di Milano Porta Nuova con Manfredi Catella (ora in Coima), poi venduti al Qatar, è diventato sempre più regista che accompagnatore degli investimenti, è l’approccio. Sugli affitti, certo. Soprattutto, però, sulla città Stato. «Abbiamo cambiato linea da novembre — dice Abbadessa —. Prima avevamo un sistema geografico, impostato sui Paesi, ora è basato sulle città. C’è sempre più disconnessione tra le città metropolitane e il resto del territorio. E Milano, nella corrente della megacity che trainano il turismo come Los Angeles, New York, San Paolo, è l’esempio lampante. Il Paese intorno è complicato, faticoso. Ma la città è molto trasparente, efficiente, l’amministrazione è preparata. Questo nuovo approccio sposta capitali importanti». Hines ha uffici in 108 città del mondo e se Milano è quindicesima per allocazione del denaro, dice Abbadessa, è per i suoi parametri: «L’Italia ha un debito pubblico pari al 130% del Pil, Milano e la Lombardia pari al 45% del risparmio privato. Qui la ricchezza pro capite è di 32 mila euro contro i 15 mila del Paese. Il tasso di disoccupazione è il 5%, un terzo dell’Italia. Non ci sono altre città così nel Paese».

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